>> VICENZA / Loggia del Capitaniato - Piazza dei Signori / h 19
Biglietto unico € 5 / In caso di pioggia: Loggia del Capitaniato
riti di passaggio
Mandala Dance Company
PRIMA REGIONALE
Concept, coreografia e regia Paola Sorressa
Drammaturgia Paola Sorressa e Lucien Bruchon
Disegno luci Lucien Bruchon e Emilio Barone
Musiche Jon Hopkins, Rival Consoles, Loscil, Alva Noto, Komet, Joep Beving, Sven Laux, Logic Moon
Coproduzione con Paesaggi del Corpo Festival Internazionale Danza Contemporanea
Produzione sostenuta da Mandala Dance Company, RP Consulting, Culturalmente, Spazio Agorà, MiC.
Una produzione Compagnia Naturalis Labor
Con il sostegno di MiC / Regione Veneto / Comune di Vicenza
In collaborazione di Circuito Sicilia Danza / Festival Visioni di Danza
“Uno spettacolo che si ispira alla sacralità di tutti quei momenti che segnano il passaggio alle diverse fasi esistenziali o scandiscono l’evoluzione stessa dell’individuo in questa vita terrena fino al passaggio a nuove dimensioni.”
>> VICENZA / Loggia del Capitaniato - Piazza dei Signori / h 21,15
La serata prevede due diverse coreografie
THAUMATA / HUMANITY
evento speciale
Biglietto unico € 10 / In caso di pioggia: Loggia del Capitaniato
THAUMATA
ASMED - Balletto di Sardegna
Concept, coreografia e costumi Mario Coccetti collettivo artistico S-Dance Company
Interpreti Giovanni Karol Borriello, Rocco Suma, Salvatore Sciancalepore, Sofia Zanetti
Produzione ASMED - Balletto di Sardegna con il contributo del Ministero della Cultura e
della Regione Autonoma della Sardegna
Uno spazio invisibile tra ratio umana e superstizione, una intercapedine di luce in cui troviamo nutrimento nel rito e nel sacro, dove l’essere umano si eleva spiritualmente, compie atti di fede per allontanarsi dalla gabbia della carne e ritrovare memorie ancestrali. In questo spazio il tempo si piega e l’unica realtà possibile diverge nell’estasi, Il vocabolario di 'Thaumata' è potente e significativo: rito, estasi e misticismo creano un corpo coreografico primordiale, veicolo di differenti credi e forme di preghiera. Danze tribali, rituali e divinatorie, apparizioni mistiche, iconografie religiose di stampo classico, rinascimentale e barocco, sono i principali riferimenti per una partitura fisica che ha fortemente richiesto, in fase creativa, di trasmutare in carne le sensazioni ancestrali, in sguardi le paure cosmiche e in corpi furiosi la possessione divina.
HUMANITY
Compagnia VERSILIADANZA
Ideazione e coreografia Leonardo Diana
Interpretazione Leonardo Diana, Luca Tomao, Valentina Sechi
Produzione Versiliadanza
Esistono dei codici comuni tra le diverse persone, per convenzione o per somiglianza. Algoritmi che si incontrano /scontrano con altri algoritmi e che inevitabilmente hanno bisogno di essere riscritti al fine di agevolare ogni sorta di relazione si venga a creare.
La nostra mente vive quotidianamente nella riscrittura di azioni già vissute e questo ci porta a vivere il futuro come un qualcosa di già accaduto che si è già ripetuto nel nostro cervello sotto forma di preventivo attraversamento della realtà.
La sorpresa è un qualcosa di inaspettato, di fuori dall’ordinario, distante da quegli schemi che il nostro cervello aveva previsto di affrontare e per ciò ci pone in una condizione di momentaneo estraniamento risvegliandoci da una sorta di passività dovuta all’automatismo della nostra gestualità.
Quando i nostri schemi mentali cessano di essere funzionali, siamo costretti all’elaborazione di nuovi algoritmi che meglio si adattino alla realtà e solo in brevi attimi della nostra esistenza il nostro essere è costretto a saltare nel buio dell’imprevedibilità e a compiere delle vere e proprie metamorfosi.
“In questi tempi di vita liquida, per citare il filosofo Bauman, l’identità è caratterizzata dall’instabilità, dal continuo fluttuare verso nuovi stadi che, azzerandosi ogni volta, annullano le precedenti acquisizioni in un processo potenzialmente senza fine. Ma se l’identità è costituita propriamente dal suo permanere, dal suo essere costante nel tempo, l’uomo contemporaneo sembra per questo averla persa, senza però aver rinunciato a cercarla”.
Lo spettacolo si compone di tre quadri. Nel primo gli interpreti si formano nella propria struttura di esseri umani, evidenziando quelle che sono le caratteristiche organico/morfologiche dei propri corpi in una sorta di creazione della vita. Nel secondo quadro gli schemi mentali sono il principale motore delle azioni che si susseguono e si ripetono alla ricerca di un’ossessionante precisione. Nel terzo quadro un corpo rimane vittima dei propri schemi mentali, si snoda e si contorce come un meccanismo difettoso, infine cambia per rinascere in una nuova dimensione.
“La soluzione del dramma moderno sta proprio nel rinunciare al confronto, per opposizione, con l’altro da sé, e dissolversi nello strato indistinto e profondo della realtà”.
